Cos'è CaRina

CaRina è un progetto di rigenerazione nato dall'idea che una casa troppo grande per restare vuota possa tornare a vivere, diventando un luogo aperto, semplice e accogliente. Non è un bed & breakfast, non è un agriturismo e nemmeno un cohousing nel senso classico: è un esperimento di ospitalità leggera e umana, pensato per chi viaggia, lavora da remoto, cerca silenzio e natura, o desidera semplicemente fermarsi qualche giorno, fuori dalle logiche turistiche convenzionali.

La casa viene ristrutturata gradualmente, per fasi, con interventi essenziali e materiali il più possibile locali, naturali e durevoli. Gli arredi sono spesso recuperati, scelti con cura e adattati con intelligenza, perché il riuso e la semplicità sono parte integrante della visione. Non c'è nessuna volontà di espandere, costruire in eccesso o trasformare l'ambiente: tutto si muove alla scala umana, con l'obiettivo di accogliere bene, senza invadere.

Il cuore del progetto è la scelta etica. CaRina nasce con l'intenzione di ridurre l'impatto ambientale, promuovere un'idea di ospitalità non predatoria e valorizzare un senso profondo di comunità. Chi arriva qui entra in uno scambio concreto: tempo, competenze, presenza — in cambio di un posto dove stare, cucinare, lavorare e respirare fuori dalle logiche turistiche.

Lo scopo è duplice: da un lato, restituire alla casa una funzione concreta e sostenibile, che la tenga viva nel tempo; dall'altro, offrire uno spazio reale e accessibile a viaggiatori, lavoratori, gruppi informali, associazioni e collettivi che cercano un luogo tranquillo dove stare, progettare, leggere, cucinare insieme o semplicemente respirare. In questo senso, CaRina vuole essere anche un modello replicabile, un esempio di ospitalità sobria e rispettosa, capace di esistere fuori dalle logiche del profitto e del consumo.

Per questo, oltre agli spazi pensati per l'ospitalità, stiamo immaginando luoghi per fare: un laboratorio di ceramica, una falegnameria, una ciclofficina aperta anche a chi è di passaggio, una lavanderia condivisa affacciata sul giardino. E poi, un passo alla volta, la direzione più ambiziosa: rendere CaRina autonoma — dall'energia, dall'acqua, dalla rete. È la conseguenza più logica di ciò che CaRina sarà.

Recupero di un edificio

Recupero di un edificio e di un po' di vitalità in una comunità premontana che si spopola.

Ospitalità leggera

Residenze brevi per chi lavora, ricerca, crea o costruisce qualcosa. Fino a 12–14 posti letto. Lo scambio con chi c'è — idee, competenze, tempo — è parte dell'esperienza.

Economia locale

Materiali da costruzione scelti tra filiere locali e naturali dove possibile; arredi spesso recuperati; priorità a fornitori e artigiani del territorio.

Autonomia energetica

Fotovoltaico con accumulo, raccolta dell'acqua piovana, fitodepurazione, orto a ciclo chiuso. L'obiettivo finale è una casa che produce quello che consuma e non dipende dalla rete.

Gestione Utopiae APS, senza scopo di lucro: le risorse vanno alla casa e alle attività dell'associazione.

Chi arriva entra in una comunità che pratica accoglienza e sostenibilità nella vita di tutti i giorni.